"Carson McCullers, "Il cuore è un cacciatore solitario " - Articolo di Lavinia Capogna (in esclusiva per Il Randagio)
Carson McCullers "Il cuore è un cacciatore solitario"
Articolo di Lavinia Capogna
"I'm a stranger in a strange land"
Carson McCullers
Esiste un prezioso video su Youtube: cinque minuti di un'intervista del 1951 a Carson McCullers, scrittrice americana di grande talento ancora non abbastanza letta in Italia.
Ella risponde in modo simpatico ed intelligente ad un pressante intervistatore, fumando una sigaretta.
(https://youtu.be/N5IAuT0w67E?is=WXRize1F8DVyF3n6)
Carson McCullers nacque nel 1917 a Columbus in Georgia. La sua famiglia derivava in parte da irlandesi e da ugonotti francesi e prima della guerra civile del 1865 era stata molto agiata.
Il suo vero nome era Lula Carson Smith.
Gli Smith negli anni Venti erano una famiglia medio borghese ma in difficoltà economica anche se assai rispettata a Columbus.
Carson era una bambina intelligente ed ipersensibile e molto di lei si ritrova in Mick Kelly, l'adolescente del suo splendido romanzo d'esordio "Il cuore è un cacciatore solitario" (The Heart is a Lonely Hunter, 1940) che pubblicò a soli 23 anni e in Frankie Addams, protagonista del suo terzo, commovente romanzo, "Invito a nozze" (The Member of the Wedding, 1946).
Solitamente Carson viene considerata tra le autrici del Southern Gothic, un genere letterario che narra di persone solitarie, smarrite, talvolta inquietanti che vivono in un ambiente degradato e violento.
Gli autori del genere comprendono scrittori come William Faulkner, Erskine Caldwell, Flannery O'Connor, il commediografo Tennessee Williams, che fu grande amico di Carson, Truman Capote, Harper Lee.
Il suo stile di scrittura bello, scorrevole, intenso, lucido, avvincente si contraddistingue per la profonda umanità, la descrizione spesso di persone emarginate dalla società che lottano, tra grande intuizioni ed errori, per qualcosa di meglio.
Nel 2016 la giornalista Sarah Schulman ha scritto in un articolo sul 'The New Yorker': "McCullers aveva una capacità quasi singolare di descrivere l’umanità di qualsiasi tipo di persona, molte delle quali non erano mai apparse nella letteratura americana prima che lei le creasse".
Ella diede voce e volti ad Afro American, disabili e omosessuali.
"Il cuore è un cacciatore solitario" ebbe immediatamente un grande successo. Carson dovette farsi inviare un anticipo dal suo editore per raggiungere New York dove venne travolta da una celebrità alla quale non era emotivamente preparata.
Oggi il libro è per la rivista "Time" tra i 100 migliori in lingua inglese e per la Modern Library tra i 100 romanzi più belli del Ventesimo secolo.
Lei lo aveva iniziato a soli 19 o 20 anni, il che è sorprendente.
È romanzo intenso, coinvolgente, perfettamente equilibrato nell'andamento e nella struttura che narra di quattro personaggi che si aprono emotivamente solo con un uomo gentile e garbato, un muto di nome John Singer in una cittadina polverosa del profondo Sud degli States tra il 1938 e il '39.
Singer diventa involontariamente il catalizzatore di alcune solitudini: Mick, una tredicenne che desidera diventare una musicista (come aveva pensato anche Carson che aveva studiato il pianoforte), ribelle e spericolata. Mick è una sognatrice in un microcosmo senza sogni rigidamente diviso tra la chiesa e il cinema che il sabato sera fa sognare sul grande schermo vite irraggiungibili, nata al tempo del grande crollo economico del 1929 che condusse gli States negli anni della grande Depressione che vennero ben descritti da John Steinbeck in "Furore" (The Grapes of Wrath, 1939).
Con il New Deal del presidente democratico Franklin Delano Roosevelt il paese stava lentamente riemergendo dalla crisi mentre in parte d'Europa, prossima alla guerra, infuriava il fascismo.
Mick con i suoi calzoncini corti e le sue T shirt è un tomboy, parola che in italiano viene tradotta con l'aggettivo dispregiativo 'maschiaccio' ma che in americano, invece, non ha una valenza negativa.
Ella si perde in fantasticherie mentre la sua indaffarata famiglia è travolta da problemi economici e farà l'amore, per la prima volta, in riva al fiume con un timido coetaneo, Harry, un ragazzino ebreo con gli occhiali che vagheggia di uccidere Adolf Hitler.
Anche Blount, un uomo che ha fatto mille mestieri, che ha visto mille atrocità, che viene da chissà dove, spesso ubriaco nel New York City Cafe di Biff Brannon con la sua tuta jeans da lavoro, i baffi e che lavora come meccanico in una giostra, che cerca vanamente di risvegliare una coscienza sociale nella popolazione addormentata, racconta i suoi dolori al muto che lo accoglie affabilmente.
Blount ha qualche similitudine con i personaggi di Nelson Algren, lo scrittore comunista di Chicago, nel nord del paese che raccontava di una rabbia diffusa dopo la grande Depressione.
La rabbia domina anche il dottor Copeland, un anziano medico nero che si occupa con grande altruismo dei suoi ammalati.
È un uomo colto che si è allontanato dalla profonda fede cristiana dei neri per diventare marxista (uno dei suoi figli si chiama Karl Marx ma preferisce farsi chiamare Buddy).
Egli detesta ogni frivolezza, le camicie sgargianti, le cravatte eleganti ambite dalla gioventù, la musica sincopata delle sale da ballo, i bianchi (ad eccezione di John Singer) e l'arroganza e violenza di molti di loro.
La schiavitù era finita ma non la segregazione razziale e il razzismo.
"Essere un nero in questo paese e avere una certa consapevolezza significa essere quasi sempre in preda alla rabbia" ha scritto James Baldwin, scrittore e ammiratore letterario delle opere di Carson.
Fa da contrappunto al dottor Copeland sua figlia Portia che lavora come cameriera nella famiglia di Mick ed è profondamente affezionata ai bambini, una donna dolce che lotta per un futuro migliore ma le cui speranze vengono infrante dalla realtà.
Scriveva Richard Wright, autore di "Ragazzo nero" (Black Boy, 1945) in una recensione del romanzo sulla rivista 'The New Republic' nel 1940:
"Per me l’aspetto più impressionante de "Il cuore è un cacciatore solitario" è la sorprendente umanità che consente ad una scrittrice bianca, per la prima volta nella narrativa del Sud, di gestire i personaggi neri con la stessa facilità ed equità di quelli della sua etnia.
Questo non può essere spiegato stilisticamente o politicamente, sembra derivare da un atteggiamento nei confronti della vita che consente a Miss McCullers di superare le convenzioni del suo ambiente e di abbracciare l’umanità bianca e nera in un'unica ondata di comprensione e di tenerezza".
Anche Berenice la governante nera di "Invito a nozze" è uno dei migliori personaggi creati dalla scrittrice.
Pure nel romanzo "Orologio senza lancette" (Clock Without Hands) del 1953 c'è un importante personaggio Afro American, Sherman Pew.
Nella vita fu di grande aiuto a Carson Ida Reeder, la sua governante/amica nera, assunta dapprima dalla madre, che si occupò di lei quando la sua salute incominciò a declinare rapidamente.
L'ambiguo, riflessivo Biff Brannon è un altro personaggio che si confida con il muto Singer. Meticoloso, flemmatico gestore di un Caffé sempre affollato e fumoso ha un rapporto complesso con la moglie, un'insegnante di religione indolente e pigra, con la quale l'amore è finito da tempo.
Egli vuole capire le ragioni delle azioni umane, colleziona vecchie riviste da dieci anni e ha una predilezione sentimentale per Mick che mai oserebbe agire.
Singer non ha parole da offrire loro ma ascolto e comprensione - e loro vogliono bene a Singer. Questo è il nucleo del romanzo in cui c'è un grande, imprevedibile colpo di scena.
Nel profondo legame tra John Singer e il pingue, capriccioso, goloso muto Antonopoulus (il suo opposto) viene delicatamente suggerito un amore omosessuale, tema che Carson riprenderà in un tono cupo nella passione proibita del conformista capitano Penderton per il soldato Williams (che invece è attratto dalla bella moglie di lui, Leonora) in "Riflessi in un occhio d'oro (Reflections in a Golden Eye) del 1941, il suo secondo romanzo.
In "Invito a nozze" (The Member of the Wedding, 1946), dal quale venne tratta una commedia di successo scritta da lei stessa, Carson descriveva i sentimenti di un'altra adolescente, Frankie, in prossimità del matrimonio del fratello. Anche questo romanzo è bellissimo e struggente e racconta la confusione di Frankie, una dodicenne, che si sente un po’ una ragazza e un po’ un ragazzo e ciò la riempie di dubbi a cui non sa e non può rispondere. (Nota 1)
Il tema dell'amore omosessuale attraverserà la vita di Carson.
Detto per inciso, il tema verrà solo accennato nella biografia sulla scrittrice di Virginia Spencer Carr (che ha una bella prefazione di Tennessee Williams), quasi negato in quella di Josyane Savigneau e infine dimostrato nell'ultima, pubblicata nel 2024 a New York da Mary V. Dearborn.
In un'America conservatrice, puritana ed omofoba, Carson, adolescente, si era platonicamente innamorata della sua insegnante di pianoforte.
Verso i 17 anni aveva conosciuto un avvenente, slavato ed enigmatico ex militare, Reeves McCullers (dal quale prenderà il cognome) che aveva quattro anni più di lei. Era nata un'amicizia e poi un amore: nel '37 si erano sposati.
Lei non aveva ancora compiuto vent'anni.
Reeves era come lei un liberal, che negli Usa significa di sinistra, e sognava di diventare uno scrittore.
Da chi lo conobbe venne descritto come 'un gentiluomo del sud', sempre gentile ma presto entrambi incominceranno a bere troppo.
Nel 1944 Reeves sarà tra i primi americani a sbarcare in Normandia ma dopo la guerra, in parte frustrato dalla mancanza di lavoro, dal grande successo della giovane moglie, dall'alcolismo avrà un grande crollo emotivo.
Il 1 luglio 1940 in un bar di New York Carson aveva conosciuto una scrittrice svizzera trentaduenne che desiderava farle un'intervista: "Sapevo che il suo viso mi avrebbe perseguitato per tutta la vita" scrisse poi Carson.
Era Annemarie Schwarzenbach che le apparve simile al principe Myskin, il protagonista 'assolutamente buono' de "L'idiota" di Dostoevskij.
Annemarie era lesbica, era nata nel 1908 in una delle famiglie più agiate di Zurigo, industriali tessili, ma si era presto scontrata con le loro idee molto conservatrici. Era fuggita nella Berlino della Repubblica di Weimar dove aveva fatto grande amicizia con Erika e Klaus Mann e fu proprio quest'ultimo a presentarla a Carson.
Annemarie non solo era bella ma rappresentava l'Europa ferita. Attivista antifascista aveva finanziato un'ottima rivista letteraria di Klaus Mann, era stata (con grande scandalo della famiglia) al Congresso degli scrittori contro il fascismo a Mosca, aveva viaggiato in Persia (l'attuale Iran), in Afghanistan e in India.
Scriveva libri delicati e visionari che raccontavano di giovani che vanamente cercavano l'amore in donne sfuggenti e di angeli incontrati nei giardini della Persia.
Tra Carson e Annemarie nacque un'amicizia che la seconda non volle trasformare in un amore perché voleva salvaguardare Carson: Annemarie aveva in quel periodo grandi problemi privati.
Le lettere di lei a Carson sono affettuose e premurose anche se non sentimentali.
Reeves fu assai geloso della moglie e giunse a schiaffeggiarla. Il loro matrimonio si disintegrò, lui le rubò anche dei soldi ma poi le chiese scusa.
Carson lo lasciò.
Negli anni '40 Carson ebbe tre ictus che le procurarono invalidità nella parte sinistra del corpo. Reeves, dal fronte europeo, le scriveva tenere lettere d'amore chiamandola "Darling Girl" e nel 1945 si sposarono di nuovo.
Le cose andarono peggio. Entrambi cercavano sollievo nell'alcool come faceva anche Hemingway ma quando nel 1953 a Parigi Reeves andò fuori di testa e cercò di convincerla a suicidarsi insieme a lui, lei fuggì negli Stati Uniti.
Poco dopo lui si suicidò. Aveva 40 anni.
Nel 1956 lei scrisse un racconto su un uomo distrutto dell'alcool "Who Has Seen the Wind?" (il titolo era preso da un verso di Christina Rossetti) e una commedia teatrale, "The Square Root of Wonderful" (letteralmente, La radice quadrata del meraviglioso - non pubblicata in Italia) dove raccontava la storia di una donna che ama un uomo annientato dal fatto di non essere uno scrittore.
Nel 1951 aveva invece pubblicato una bellissima raccolta di novelle intitolata "La ballata del caffè triste" (The Ballad of the Sad Cafe") che narrava anche la storia di una donna forte e schiva che viene plagiata da uno scaltro nano.
Alcuni testi di Carson erano dedicati ad Annemarie che nel 1942 era deceduta in Svizzera a causa di un incidente stradale.
Durante un viaggio a Roma Carson conobbe Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone, Carlo Levi.
In altri momenti il poeta inglese W.H. Auden, Christopher Isherwood, Rosamond Lehmann, la scrittrice francese Françoise Sagan, Lillian Hellman, Arthur Miller, Marilyn Monroe, Karen Blixen, aiutò il giovane Truman Capote e altri.
A 40 anni, nel 1957, Carson, che aveva seri problemi di salute e un blocco letterario su consiglio di alcuni amici si rivolse ad una psicoterapeuta, Mary Mercer.
"Ho perso la mia anima" le disse.
"Nessuno perde la propria anima" le rispose lei.
Incominciò un assiduo lavoro terapeutico e, ad un certo punto, decisero di registrare le sedute - una cosa scorretta professionalmente - perché Carson pensava di scrivere una sua autobiografia che rimase poi incompiuta.
La dottoressa Mercer viene generalmente considerata colei che salvò Carson. Il che è vero ma Carson che era disabile, alcolista e che aveva perso i genitori, Reeves e Annemarie le lasciò gestire tutta la sua vita (forse troppo).
Oltre che terapeuta (per un anno) fu un'amica, prendeva decisioni per lei, parlava con i medici, fece staccare la spina quando nel 1967 Carson fu in coma per un mese dopo un quarto grave ictus (morì il giorno dopo a 50 anni), fu in parte sua erede.
Morì a 101 anni nel 2013. Aveva acquistato la villa di Carson a Nyack, vicino New York, e ne aveva fatto un laboratorio per giovani artisti e lasciò le registrazioni e gli appunti della terapia ad una università.
......
Nota 1) da Lavinia Capogna "Carson McCullers, il genio celato della letteratura americana" (2025)
Carson McCullers ha anche ispirato recentemente i libri:
Jenn Shapland "My Autobiography of Carson McCullers: A Memoir" (che non è una biografia) e
Daria Gatti "Nantucket. Una storia ispirata alle vite di Carson McCullers, Tennessee Williams e Annemarie Schwarzenbach".
Sono stati tratti importanti film dai suoi libri diretti da Fred Zinnemann, John Houston, Robert Ellis Miller.
La cantautrice rock folk Suzanne Vega le ha dedicato l'album "Lover, Beloved: Songs from an Evening with Carson McCullers".
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